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Smettere di fumare: ecco come dire basta

smettere di fumare

Il fumo provoca gravi danni all’organismo. Smettere di fumare risulta quindi l’unica cosa sensata da fare: dopo dieci anni infatti i livelli di rischio tornano paragonabili a quelli di chi non ha mai toccato sigaretta in vita sua.

Questo vizio è correlato a tutta una serie di malattie e disturbi. Primo fra tutti, il cancro al polmone. Ma aumenta anche le probabilità di sviluppare il tumore ai reni, alla vescica, allo stomaco, alla laringe, alla trachea e ai bronchi. Se associato all’alcol, anche quello all’esofago, al colon e al fegato.

Il fumo è legato inoltre alla possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari (come infarto e ictus) e respiratorie, oltre che problemi legati al sistema immunitario e riproduttivo. Fumare rende più “brutti”, proprio perché accelera l’invecchiamento della pelle, la decolorazione dei denti e influisce sul sonno. Intacca anche il gusto e l’olfatto. Particolarmente importante risulta poi abbandonare le sigarette soprattutto in gravidanza, dati gli effetti altamente negativi che il fumo ha sulla futura mamma e sul feto. Aumenta infatti il rischio di aborto, di morte del nascituro durante il parto, nonché di ritardi nella crescita e nello sviluppo cerebrale del nascituro. Nelle donne inoltre aumenta il rischio di cancro all’utero e di sviluppare l’osteoporosi, perché ha conseguenze negative sulle ossa. Senza contare i danni del fumo passivo, altrettanto gravi.

Sono circa 11 milioni i fumatori in Italia, con un consumo medio di 13 sigarette al giorno. Nonostante le varie campagne antifumo messe in atto, i numeri fanno fatica a scendere. Purtroppo non è affatto semplice dire basta. Innanzitutto è fondamentale una buona dose di forza di volontà. Si tratta del presupposto fondamentale perché la caratteristica principale della nicotina è quella di creare dipendenza, anche psicologica. Ansia, irritabilità, insonnia, cattivo umore, difficoltà di concentrazione, costipazione e diarrea sono alcuni dei sintomi delle crisi di astinenza.

Non è per niente semplice smettere e non è affatto raro ricadere nel vizio dopo qualche giorno o qualche settimana. Perciò, se la semplice determinazione non dovesse bastare, oggi sono a disposizione tutta una serie di strumenti e servizi a sostegno di chi desidera davvero dire addio alle sigarette e intraprendere uno stile di vita più salutare.

Centri antifumo

Sono circa 400 i centri antifumo in Italia, distribuiti nelle varie regioni da nord a sud.  Sono attivi presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale, della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) e del privato sociale. Aiutano a smettere di fumare utilizzando diversi strumenti, a seconda del centro e dopo una valutazione clinico-funzionale: il counselling individuale, le terapie di gruppo, la psicoterapia, la prescrizione di prodotti sostitutivi della nicotina oppure di farmaci.

Le prestazioni possono essere gratuite, oppure accessibili dopo il pagamento del ticket o di un contributo. Molti di questi centri sono attivi da diversi anni e gli indirizzi sono disponibili sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

Counselling psicologico

Rivolgersi a un professionista, che possa sostenere la motivazione e dare dei consigli, potrebbe essere una buona soluzione per smettere di fumare. Efficaci si sono dimostrate anche le terapie di gruppo, da frequentare a seconda delle proprie preferenze, per poter condividere con persone con lo stesso problema soluzioni ed esperienze.

Per chi cerca consigli a distanza, in Italia è disponibile il Telefono Verde contro il Fumo (TVF). Risponde al numero 800 554088 dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità. Questo servizio è gratuito e anonimo e si rivolge, tra gli altri, ai fumatori e ai loro familiari per indirizzarli e supportarli nella scelta di abbandonare la sigaretta, ma anche agli ex fumatori per sostenerli nel caso di ricadute. Gli operatori, attraverso l’ascolto attivo, offrono all’utente un aiuto, informazioni precise e scientifiche sui danni provocati dal fumo di tabacco, un sostegno psicologico e anche delle indicazioni sulle strutture che offrono assistenza a chi ha deciso di dire basta.

Trattamenti sostitutivi a base di nicotina

Esistono diverse tipologie di trattamenti sostitutivi in commercio, a base di nicotina. Ad esempio i cerotti, le gomme da masticare, le compresse o lo spray orale. Quando si affronta un percorso di questo tipo, con l’obiettivo di smettere di fumare, bisogna infatti partire dalla gestione della dipendenza dalla sigaretta. Un’assuefazione che si manifesta a livello psicologico, perché legata a precise gestualità o azioni che si compiono durante la giornata. Ma anche a livello fisico, perché indotta dalla nicotina, una sostanza che l’organismo del fumatore è abituato ad assumere. Con i prodotti suddetti si continua a introdurre nicotina nel corpo, ma in quantità sempre minori e a scalare per un certo periodo di tempo, fino ad azzerarla.

Alcuni studi hanno recentemente dimostrato l’efficacia dei trattamenti sostitutivi, che sarebbero in grado di aumentare di circa il 50%-70% le probabilità di abbandonare il vizio del fumo. È possibile acquistarli in farmacia senza alcuna ricetta, ma bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sulle confezioni per quanto riguarda dosaggio e tempistiche. Per una maggiore sicurezza si può scegliere di farsi seguire dal proprio medico di famiglia.

Smettere di fumare, come dire basta

Farmaci

Se il problema con il fumo è marcato, si ha un’alta dipendenza o patologie legate al fumo, per smettere di fumare è possibile anche farsi prescrivere dal medico degli antidepressivi o altri farmaci. Da affiancare, però, sempre a una terapia psicologica e comportamentale.

I medicinali oggi disponibili sono di tre tipi: il bupropione, la vareniclina e la cisitina.

Il bupropione rientra tra gli antidepressivi, riesce ad attenuare il desiderio di fumare e i sintomi legati all’astinenza, mentre la vareniclina riduce il piacere legato alla sigaretta e la sua dipendenza. La cisitina è l’ultimo farmaco antifumo entrato in commercio: è una preparazione galenica che, rispetto agli altri medicinali, risulta essere più economica. Il suo meccanismo è simile a quello della vareniclina. Tutti questi farmaci richiedono la ricetta perché hanno controindicazioni ed effetti collaterali.

Terapie alternative

Anche per smettere di fumare esistono delle terapie alternative. Spesso i fumatori le affiancano a terapie convenzionali, nonostante non ci siano delle prove scientifiche sulla loro efficacia. Tra quelle a disposizione, le più utilizzate sono l’ipnosi, le tecniche di rilassamento, l’agopuntura e la meditazione.

Anche il ricorso a prodotti naturali come l’avena, la menta, gli estratti di pepe nero, la vitamina C, la vitamina E e le preparazioni a base di tè risultano una pratica abbastanza gettonata. Di solito a ricorrere a queste terapie non convenzionali sono soprattutto le donne, o chi non è riuscito ad avere dei risultati con altri metodi.

Tra le motivazioni che spingono a scegliere un percorso del genere ci sono il timore di effetti collaterali delle terapie convenzionali e il loro costo, considerato elevato rispetto all’efficacia non garantita al 100%.

Va ribadito che tutte le soluzioni richiedono comunque una buona dose di forza di volontà.

Sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche aiutano davvero a smettere di fumare? Sono efficaci? La questione è ancora alquanto dibattuta. Sui rischi e i benefici dell’ e-cig ci sono diversi studi, ma non si è ancora giunti a delle conclusioni certe. Sicuramente non hanno lo stesso livello di tossicità rispetto alle sigarette tradizionali, nonostante contengano comunque delle sostanze che possono provocare irritazione alla gola e non proteggano dall’esposizione al fumo passivo.

Tra gli esperti, c’è chi sostiene che l’uso nei luoghi pubblici non andrebbe incentivato e chi invece pensa possa avere delle ripercussioni sul modo di vedere la sigaretta, bloccando o rallentando quel fenomeno di trasformazione culturale, in atto da alcuni anni, che non considera più di moda o particolarmente “trendy” esibire una sigaretta tra le dita. Anzi.

Libri e manuali per smettere di fumare

In libreria ci sono diversi titoli che affrontano il problema. Possono essere molto utili per chi sta già pensando da tempo di smettere, per avere quella “spinta” in più. Oppure per chi sta già provando ad abbandonare il vizio del fumo con altri metodi.

Leggere le testimonianze di chi ce l’ha fatta può aiutare, così come approfondire le ragioni che possono portare a desiderare di fumare oppure di non farlo più.  Fare propri alcuni piccoli trucchetti per superare tutti quei momenti di debolezza o di forte tentazione può essere decisivo per gestire la quotidianità senza fumo.

“È facile smettere di fumare se sai come farlo” di Allen Carr è forse il testo più famoso di questo filone e pare abbia convinto moltissime persone a smettere di fumare. Ce ne sono però altri. Come “Smetti di fumare subito e senza ingrassare” di Paul McKenna (TEA Edizioni), “Spegnila!” di Donatella Burus e Roberto Boffi (Rizzoli), oppure “101 motivi per non fumare” e il più recente “Senti chi fuma. La spinta gentile verso la cessazione”, di Fabio Beatrice e Johann Rossi Mason (Guerini associati).

Smettere di fumare non rappresenta di certo una scelta semplice, ma ha moltissimi lati positivi ed è una cosa che dà grandissima soddisfazione a chi ci riesce. Riduce il rischio di patologie gravi, libera da una dipendenza e permette anche di risparmiare. Una decisione che sicuramente vale la pena prendere non solo per se stessi e per la propria salute, ma anche per gli altri.

Leggi anche: Alcol e fumo da evitare sempre, soprattutto in giovane età

 

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