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Il nostro scheletro: più lo conosciamo, meglio possiamo mantenerlo in salute

scheletro

Una corazza forte e resistente, ma allo stesso tempo leggera. Lo scheletro umano è questo, ma anche molto di più. Dà forma al corpo, sostiene l’intero organismo e protegge gli organi interni, mentre le vertebre vanno a formare quel tunnel che custodisce il midollo spinale. Insieme ai muscoli e alle articolazioni permette al corpo di muoversi, risultando così solido e flessibile.

L’apparato scheletrico ha però anche altre funzioni. È una riserva naturale di minerali – come il calcio e il ferro – e il midollo che alcune ossa contengono è responsabile della produzione di globuli rossi, piastrine e globuli bianchi. Rappresenta dunque una componente fondamentale della nostra vita, che come tale va preservata e curata fin da giovanissimi.

Struttura e caratteristiche dello scheletro

Secondo la classica visione anatomica, la struttura scheletrica viene suddivisa in scheletro assiale e scheletro appendicolareLo scheletro assiale comprende le ossa del cranio, del torace e della colonna vertebrale, che sono 80, ossia il 40% del totale. Lo scheletro appendicolare conta invece circa 126 ossa: gli arti inferiori e superiori, la pelvi e la cintura scapolare.

Lo scheletro femminile è di solito più piccolo e più leggero di quello maschile. Inoltre presenta delle ossa più piatte nel bacino, in modo da formare una cavità più ampia per poter adattarsi a una gravidanza. Un’altra differenza tra i due sessi riguarda lo sviluppo di una particolare patologia, ossia l’osteoporosi: le donne infatti risultano più esposte alla patologia dopo la menopausa. Inoltre le ossa differiscono anche a seconda della costituzione e della razza, oltre che del sesso. Esaminando anche un singolo osso si può risalire alle caratteristiche dell’individuo.

Ma come sono formate le ossa?

Un osso è costituito principalmente da fosfato di calcio, che determina la sua rigidità, ma contiene anche il collagene, che invece gli dona flessibilità. Unite, queste due sostanze riescono a rendere l’osso ben cinque volte più resistente dell’acciaio.

La struttura delle ossa è dura esternamente, ma all’interno contiene un tessuto spugnoso e più leggero. La parte compatta è formata in maggior parte da cilindri di tessuto osseo, chiamati osteoni, mentre la parte spugnosa da alcune lamine intrecciate, denominate trabecole, e da alcuni spazi vuoti. Proprio all’interno di  queste aree si trova il midollo osseo, un tessuto gelatinoso che a sua volta può essere di due tipi: giallo, che funge da riserva di grassi; rosso, che dà origine alle cellule del sangue.

Le ossa possono essere di diverso tipo: brevi, lunghe, piatte e irregolari. Le ossa brevi sono, ad esempio, le vertebre e il calcagno, mentre quelle lunghe il femore, la tibia e la clavicola. Le ossa piatte quelle del cranio e del bacino, mentre le irregolari sono l’etmoide e la sfenoide, che fanno parte del cranio.  

La crescita delle ossa

Le ossa si rigenerano continuamente. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, non sono tessuti morti ma vivi, ricchi di vasi sanguigni e nervi. L’osteone, che compone ogni osso, ha al suo interno un canale contenente un vaso sanguigno; proprio in prossimità di questo canale si trovano due tipologie di cellule, definite osteoblasti e osteoclasti. Gli osteoclasti hanno un compito preciso, ossia eliminare i tessuti vecchi, che vengono così sostituiti da tessuto di neo formazione creato dagli osteoblasti. Questo processo viene chiamato “rimodellamento osseo”.

Durante gli anni lo scheletro subisce diverse trasformazioni. Il numero di ossa cambia da quando si è neonati rispetto all’età adulta, perché alcune si fondono tra loro. Inoltre dalla componente cartilaginea, predominante nell’età fetale, si passa a quella prevalentemente ossea dell’età più avanzata.

Gran parte della massa ossea si accumula tra i 6 e i 20 anni, mentre il valore più alto dei minerali si raggiunge tra i 25 e i 30 anni. Dopodiché la massa ossea comincia piano piano a diminuire. Proprio per questo motivo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale.

Come abbiamo già sottolineato parlando di salute delle ossa, è importante che nel periodo di maggiore crescita siano adottate delle misure per permettere allo scheletro di svilupparsi in maniera sana e corretta. Una crescita adeguata ed il raggiungimneto di un buon picco di massa ossea gli permette di essere maggiormente protetto dalle fratture, oltre che di poter aspirare a una vecchiaia con un basso rischio di andare incontro all’osteoporosi.

Lo scheletro, conoscerlo meglio per prendersene cura

Le patologie e gli infortuni a carico dello scheletro

Durante la crescita lo scheletro può svilupparsi in maniera anomala a causa di diversi fattori riguardanti l’alimentazione e l’esposizione ai raggi solari. Si possono verificare quindi casi di rachitismo in età infantile, oggi però rari nei paesi occidentali.

In età adolescenziale sono più comuni la malattia di Osgood-Schlatter e la scoliosi. La prima provoca dolori al ginocchio, colpisce maggiormente i maschi ed è causata da una crescita troppo rapida dello scheletro. La seconda invece, che ha origine dalla stessa causa ed è favorita da una postura o da abitudini scorrette, è caratterizzata da una curvatura laterale della colonna vertebrale.

Le patologie che possono colpire lo scheletro in età adulta e avanzata sono l’osteoporosi, l’artrite e l’ernia del discoL’osteoporosi provoca un forte indebolimento delle ossa, aumentando così il rischio di fratture. L’artrite ha diverse forme (reumatoide, artrosi, gotta, spondilite anchilosante) e provoca dolori, rigidità, gonfiore articolare e difficoltà nei movimenti. L’ernia del disco è causata da uno scivolamento della vertebra che va così a comprimere il midollo spinale, determinando un dolore molto intenso.

Lo scheletro inoltre è soggetto a fratture ossee, a distorsioni e dislocazioni articolari, tutti di origine traumatica.

Come salvaguardare l’apparato scheletrico?

Assumere calcio e vitamina D quotidianamente è sicuramente un ottimo modo per prendersi cura dell’intera struttura scheletrica. Come già sottolineato, il tessuto osseo contiene circa il 99% del calcio presente in tutto il corpo e assumere questo minerale contribuisce al suo buon funzionamento. La vitamina D è invece necessaria per permetterne la metabolizzazione e l’assorbimento a livello intestinale. Come poter essere sicuri quindi di adottare i giusti comportamenti che possano prevenire problemi in età adulta e avanzata e mantenere le ossa in salute?

Innanzitutto con l’alimentazione. Ogni età ha il suo fabbisogno giornaliero di calcio, che dovrebbe mai scendere sotto i 700/800 milligrammi. L’assunzione di calcio è particolarmente importante durante l’infanzia e l’adolescenza, dopo i 60 anni, per le donne incinte, in allattamento, in post-menopausa e per gli sportivi, che potrebbero espellerlo in quantità eccessive durante la sudorazione. Questo minerale è presente sia nel latte e nei latticini che in alcuni vegetali, nella frutta secca e in alcuni tipi di semi (chia, lino).

Per quanto riguarda la vitamina D, la si può trovare in alcuni cibi vegetali e in altri di origine animale (specialmente nel pesce, come salmone e tonno), ma la maggior parte viene sintetizzata con l’esposizione solare. Secondo alcuni studi basta prendere il sole su braccia, gambe e viso per 15-30 minuti tra le 10 e le 15, due volte a settimana e senza protezione solare, per poterne ottenere la giusta quantità.

Ovviamente non bisogna esagerare ed è necessario tener conto di tipo di pelle e latitudine: i raggi ultravioletti sono dannosi per la pelle ed esporsi per più tempo senza un’adeguata protezione potrebbe risultare ben poco salutare. Se non si riesce ad assumere le corrette quantità di calcio e vitamina D, per problemi di intolleranze alimentari o altro, si possono utilizzare degli integratori.

Oltre all’alimentazione, bisogna stare attenti anche allo stile di vita. L’obesità e il sovrappeso, oltre a incidere in maniera significativa sul rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e diabete, rappresentano un fattore negativo anche per la salute delle ossa. Infatti lo scheletro viene eccessivamente “appesantito” dai chili in eccesso. Inoltre hanno delle ripercussioni sull’assorbimento di vitamina D, che verrebbe infatti “racchiusa” nella massa grassa. Per questo motivo, oltre che una dieta corretta e adeguata, è fondamentale l’attività fisica costante. Particolarmente raccomandata poi durante l’infanzia e l’adolescenza, quando avviene il maggiore sviluppo osseo.

Altri fattori da non sottovalutare sono gli alcolici e il fumo

L’alcol va totalmente evitato in giovane età e in generale ne va limitato il consumo. Gli effetti negativi sulle ossa sono infatti molteplici: inibisce gli osteoblasti, le cellule che rigenerano il tessuto osseo, attivando gli osteoclasti, che invece lo distruggono; riduce l’assorbimento di calcio, la produzione di ormoni e impedisce l’attivazione della vitamina D. Per le donne c’è un rischio in più, sempre quello legato all’osteoporosi in età adulta.

Il fumo di sigaretta, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una delle cause di morte evitabili della nostra società. Contiene sostanze cancerogene e chi fuma ha un rischio più elevato, rispetto ai non fumatori, di sviluppare una lista di circa 50 patologie. Ovviamente il fumo ha ripercussioni anche sulla salute delle ossa: presenta gli stessi effetti negativi dell’alcool – blocca gli osteoblasti mentre attiva gli osteoclasti – e fa diminuire la produzione di ormoni. Soprattutto i giovanissimi dovrebbero evitare di fumare.

Lo scheletro rappresenta una risorsa preziosa, da non trascurare: prendersene cura significa aiutare il proprio corpo ad affrontare serenamente ogni periodo della vita.

Leggi anche: Osteoporosi: tra diagnosi e screening preventivo

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