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Quando ricorrere alla supplementazione di calcio

supplementazione di calcio

Abbiamo tutti a cuore la salute delle nostre ossa, perché sono un sostegno ‘vivo’ del nostro corpo, in quanto ricche di vasi sanguigni, nervi e cellule sempre in riproduzione, perfino in età avanzata. Per questo bisogna nutrirle con attenzione, ricorrendo, se necessario, alla supplementazione di calcio, carburante essenziale dell’apparato scheletrico.

Il calcio che introduciamo con l’alimentazione è sufficiente? È utile ricorrere alla supplementazione di calcio o potremmo farne a meno? Tracciamo delle linee guida da tenere a mente per dare alle nostre ossa il giusto nutrimento.

Educazione alimentare e supplementazione di calcio

Per capire se il calcio introdotto attraverso il regime alimentare che seguiamo è adeguato al nostro fabbisogno o se è necessario ricorrere alla supplementazione di calcio, dobbiamo ricordare che:

  • il fabbisogno muta in relazione al genere e alla fascia d’età (la Società Italiana di Nutrizione Umana, consiglia un apporto di 1000 mg per un adulto, con aumenti nell’adolescenza e in età avanzata);
  • la quantità di calcio presente in un cibo non indica il suo reale apporto all’organismo, che varia a seconda di fattori alimentari che lo aumentano, lo riducono o ne causano la secrezione attraverso le urine.

Per fare scorta della giusta quantità di calcio, in assenza di particolari patologie, è utile attenersi a questi consigli alimentari:

  • assumere ogni giorno almeno una tazza di latte e fare uno spuntino con yogurt;
  • consumare una porzione di formaggio (100 g se fresco, 50 g se stagionato)  almeno 2/3 volte a settimana; 
  • limitare l’uso degli alimenti che riducono l’assorbimento del calcio (alcool, caffè, sale);
  • bere un litro e mezzo di acqua al giorno.

Intervenire sulla dieta non sempre è sufficiente, però. La miglior forma di prevenzione è il controllo costante dei livelli di calcio nell’organismo e integratori per la supplementazione di calcio quando si riscontra un deficit.

In alcuni momenti della vita è necessario ricorrere alla supplementazione di calcio per sopperire ad un deficit che non è possibile colmare con l'alimentazione.

Perché ricorrere alla supplementazione di calcio

Esistono condizioni in cui l’alimentazione da sola non basta, e allora si deve ricorrere alla supplementazione di calcio.

Gravidanza e allattamento, menopausa e adolescenza sono alcune delle fasi in cui l’apporto di calcio potrebbe necessitare di una integrazione; così come le affezioni patologiche per le quali è impossibile introdurne la giusta quantità: intolleranza al latte e derivati, allergie alimentari, malattie dell’apparato gastrointestinale. È in tutti questi casi che la supplementazione di calcio interviene in nostro aiuto. Bisogna porre l’accento sui vari tipi di integratori in commercio e sull’apporto di calcio che forniscono.

L’integratore adatto per la giusta supplementazione di calcio

Negli integratori di calcio non troviamo il minerale puro ma i suoi sali. Proprio per la sua reattività il calcio viene lavorato con altre sostanze per esigenze tecniche e funzionali.

Bisogna ricorrere alla supplementazione di calcio sotto controllo medico per evitare di assumerne quantità insufficienti o eccessive e in maniera errata.

In commercio si trovano vari sali di calcio:

  • il calcio carbonato, tra i più comuni (la percentuale dell’elemento puro è maggiore rispetto agli altri), la cui assunzione è consigliata in concomitanza dei pasti o anche sorseggiando una spremuta per aumentarne la biodisponibilità;
  • il calcio citrato, più facilmente assimilabile,sia a stomaco pieno che a stomaco vuoto, che, però, contiene meno calcio elementare;
  • il calcio cloruro, usato per via endovenosa in casi di ipocalcemia elevata.

Non tutti i sali di calcio però sono uguali e alcuni sono assorbiti più di altri. È stato dimostrato, infatti, che l’assorbimento di calcio citrato è significativamente superiore rispetto a quello di calcio carbonato (CaCO3). Dal confronto risulta che l’assorbimento di calcio citrato è significativamente superiore a quello di calcio carbonato, per un valore medio del 24%. L’assorbimento è maggiore del 21% quando il calcio citrato è assunto con il pasto e del 27% quando assunto a digiuno.

Il dosaggio del calcio citrato, inoltre, è facilmente modulabile per ogni esigenza di supplementazione. Può essere assunto indipendentemente dalla acidità della secrezione gastricae non aumenta il rischio di calcoli.

Di solito alla supplementazione di calcio viene associata l’integrazione di vitamina D, per aumentarne l’assimilazione, soprattutto nella prevenzione dell’osteoporosi.

Le informazioni sugli integratori non sostituiscono il parere del medico, che deve sempre valutare la reale necessità, la posologia e il tipo di supplementazione di calcio di cui il caso specifico ha bisogno.

Leggi anche la nostra guida: Rischi da carenza di calcio: 12 cose che forse non sai

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