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Benessere delle ossa: ruolo e funzioni della vitamina D

ossa

La salute delle ossa passa attraverso due elementi fondamentali: calcio e vitamina D.

La vitamina D è un ormone la cui principale funzione è proprio quella di permettere la metabolizzazione del calcio a livello intestinale. Viene prodotta dall’organismo mediante l’esposizione al sole, oppure può essere assunta tramite la dieta o l’utilizzo di specifici integratori.

L’80% del suo fabbisogno è garantito dall’esposizione ai raggi solari; il suo contenuto negli alimenti risulta invece non significativo. La sintesi cutanea di vitamina D avviene principalmente d’estate, mentre in autunno ed estate l’apporto è di gran lunga minore, perché diminuisce l’intensità della radiazione solare.

Le conseguenze della carenza di vitamina D

L’ipovitaminosi D, ossia la carenza di vitamina D, è oggi piuttosto diffusa a livello globale. Riguarda persino i paesi del Sud-Europa, nonostante possano godere di un buon irraggiamento solare. Le cause sono da imputare sia al progressivo invecchiamento della popolazione che del minor tempo trascorso all’aria aperta.

In Europa la supplementazione con vitamina D è considerata efficace, da un punto di vista terapeutico, se permette di arrivare a concentrazioni sieriche  pari o superiori a 75 nmol/l (30 ng/ml). 

Il ruolo importantissimo di questo ormone nella regolazione del metabolismo fosfo-calcico, quello scheletrico in particolar modo, è riconosciuto da diverso tempo. La sua carenza può contribuire a sviluppare una patologia delle ossa come l’osteoporosi e quindi favorire la comparsa di fratture.

Un recente studio ha dimostrato come livelli insufficienti di vitamina D nell’organismo fossero associati a un incremento del rischio di frattura di femore molto più elevato rispetto a quello rilevato in soggetti con livelli di vitamina D intermedi (50-75 nmol/l) o normali (>75 nmol/l).

I risultati ottenuti sottolineano l’esistenza di una correlazione tra i livelli di vitamina D e il rischio di frattura. Ma non solo: è stato anche documentato come un persistente stato carente di vitamina D o la non associazione al trattamento, possa vanificare in gran parte l’effetto antifratturativo dei farmaci per l’osteoporosi. Raggiungere e mantenere un adeguato stato vitaminico D ha anche lo scopo di ottimizzare la risposta alla terapia, oltre che l’effetto sulla massa ossea e sulla riduzione del rischio di fratture.

Vitamina D, utile non solo per le ossa

La vitamina D, oltre a garantire il benessere delle ossa e dell’intero apparato scheletrico, ha effetti positivi anche nella prevenzione di alcuni tumori, come quello alla mammella. Alcune ricerche hanno anche sottolineato un’associazione tra bassi livelli di vitamina D e il rischio di infarto. Gli studi sui suoi effetti si stanno inoltre focalizzando sull’effetto della supplementazione di vitamina D nella donna in gravidanza. In particolare sul rischio per i nascituri di sviluppare sintomatologie a carico dei polmoni.

In futuro un supplemento di vitamina D potrebbe essere utilizzato anche per obiettivi extra-scheletrici. Un dato è certo: è indispensabile per mantenere le ossa in perfetta forma e ridurre il rischio di sviluppare l’osteoporosi.

Leggi anche: L’importanza della vitamina D durante l’infanzia e l’adolescenza

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