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Frattura scomposta o composta, pericolo osteoporosi

Un urto innocuo, un piegamento rapido ed ecco che arriva una frattura scomposta: come è possibile rompersi un osso per così poco?
È quello che accade quando una persona soffre di osteoporosi e le sue ossa sono ormai diventate incapaci di rispondere in maniera elastica anche ai piccoli traumi di tutti i giorni.

Approfondiamo il legame tra osteoporosi e fratture per capire se e come è possibile evitarle.

La differenza tra frattura composta e scomposta

Quando un osso si frattura e le porzioni spezzate rimangono nella loro originale posizione si parla di frattura composta, mentre, quando i pezzi dell’osso traumatizzato si spostano, viene definita frattura scomposta, che, in base al tipo di spostamento viene classificata in laterale, angolare, longitudinale o rotatoria.

Mentre la frattura composta può essere risolta anche con una trazione e una ingessatura, la frattura scomposta è ritenuta più complessa, perciò bisogna procedere per prima cosa a una riduzione attraverso manipolazione da parte dello specialista o, nei casi più complessi, passare direttamente ad un intervento chirurgico.

Le donne oltre i 50 anni sono particolarmente esposte a frattura scomposta

L’ombra dell’osteoporosi sulla frattura scomposta e composta

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso il rischio di frattura tra i requisiti per la diagnosi di osteoporosi, attestando l’influenza di questa patologia sulla probabilità di rottura ossea.

L’osteoporosi, infatti, porta con sé una progressiva perdita di massa ossea che espone automaticamente chi ne soffre a un elevato rischio di frattura composta e scomposta.

Leggi anche: Osteoporosi, tra diagnosi e screening preventivo.

Sono principalmente le donne ad essere predisposte a questo rischio: già dotate geneticamente di una massa ossea minore rispetto a quella che si trova negli uomini, dai 35 anni la regressione si accentua progressivamente con l’andare degli anni. Non deve meravigliare quindi se le statistiche riportano che il 40% delle donne italiane oltre i 50 anni ha subito una frattura, contro la percentuale molto più ridotta del 15% per gli uomini della stessa fascia di età.
Dopo la menopausa, inoltre, il rischio di frattura scomposta cresce, perché si interrompe la produzione di estrogeni. Dai 60 anni in su l’incidenza di frattura composta e scomposta tra uomini e donne si livella, fino a raggiungere percentuali pari intorno agli 80 anni.

Ogni osso può essere soggetto a frattura scomposta o composta per una persona che soffre di osteoporosi, tuttavia le fratture più frequenti sono quella del polso, del femore, del bacino, dell’omero, del piede e delle vertebre.

Nella prevenzione delle fratture scomposte e composte gioca un ruolo fondamentale l’esercizio fisico, non solo perché stimola il deposito di calcio nelle ossa e ne migliora la resistenza agli urti e ad altri tipi di traumi inaspettati, ma anche perché stimola l’equilibrio, allena i riflessi e migliora la coordinazione — tutte armi preziose per contrastare il grande pericolo delle persone che soffrono di osteoporosi, ovvero le cadute.
In particolar modo sono consigliate le attività in acqua, perché si svolgono in assenza di carico, e quelle in piedi, per dare uno stimolo rigeneratore all’osso.

Dal momento che l’osteoporosi avvia un progressivo e degenerativo deterioramento delle ossa, è fondamentale giocare d’anticipo, perché come abbiamo visto, prevenire l’osteoporosi vuol dire prevenire anche il verificarsi di una frattura composta o scomposta.

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